mercoledì 6 giugno 2018

Telefilm, enjoy! #72: La Casa di Carta - Prima Stagione

Dunque, da un po' di tempo a questa parte ho deciso di organizzare la mia vita bloggeresca perciò non ho scritto in diretta questo post, ma l'ho programmato, dunque sono indietro di qualche settimana, nel senso che ho visto La Casa di Carta ad aprile, ma tra il mettermi materialmente qui su a scrivere e l'aver deciso di postare il commento delle serie tv una volta a settimana, è passato un po' di tempo! XD 
Ma andiamo avanti senza perderci in chiacchiere.


COME SEMPRE VI RICORDO CHE I MIEI COMMENTI NON SI RISPARMIANO NEGLI SPOILER, SE NON VOLETE ESSERE INFORMATI SULLA PROGRAMMAZIONE AMERICANA, O NON SIETE ANCORA IN PARI, VI SCONSIGLIO VIVAMENTE DI LEGGERE



La Casa di Carta (originariamente La Casa de Papel) è una produzione spagnola trasmessa su Netflix dove ha raggiunto il successo, a ragione oserei dire
Narra di una rapina, organizzata da un individuo, il Professore, che recluta per il suo progetto alcuni individui (che non conoscono nulla di loro e che devono mantenere le distanze, usando per questo nomi in codice e chiamandosi con i nomi di alcune città) con specifiche capacità per mettere in atto un colpo magistrale con il quale la banda deve rapinare nientepopodimeno che la Zecca dello Stato (cioè il luogo in cui vengono materialmente prodotti i soldi), l'idea, però, non è quella di rubare i soldi già stampati, quanto quella di guadagnare più tempo possibile all'interno dell'edificio così da stampare quanti più soldi possono ed evitare così di rubare soldi appartenenti ad altri. 
La serie inizia proprio al momento della loro incursione alla Zecca della Stato per poi mostrarci quello che è accaduto in precedenza attraverso una serie di flashback. In questo modo ci viene mostrato come il professore abbia progettato questo colpo da così tanto tempo, e in maniera talmente dettagliata, da anticipare la polizia in qualunque sua mossa, prevedendo le loro azioni e il loro modo di intervenire, valutando anche tutte le possibili reazioni degli ostaggi presenti all'interno dell'edificio.
La storia ci vene raccontata attraverso la voce di una dei rapinatori, Tokyo, che ci mostra tutti gli altri personaggi: Berlino, Nairobi, Mosca e Denver, Helsinki e Oslo e alla fine Rio
Tra tutti loro si creano vari legami che ci vengono mostrati durante i flashback negli episodi e che vengono messi a dura prova con la pressione della rapina. Interessante è anche la storia di Raquel, l'ispettrice posta a capo della negoziazione con il Professore, che alla fine si trova coinvolta senza saperlo, proprio in una relazione con lui. 
Le relazioni che si creano, soprattutto in ambito amoroso sono tutte complesse e tutte mostrano una sfumatura diversa nella storia. C'è la relazione tra Rio e Tokyo, iniziata per caso e senza le basi di una vera relazione, perché i due ragazzi non conoscono nulla l'uno dell'altra ma che comunque sembra essere un legame parecchio importante tanto da essere uno dei motivi per cui si creano i primi problemi con il piano. C'è la relazione tra Denver e Monica, basata principalmente sul fatto che Denver ha da subito preso a cuore la situazione di Monica: incinta e intenta ad abortire, cercando di creare con lei un legame emotivo, relazione che potrebbe far vedere una sorta di sindrome di Stoccolma, sebbene Denver sia tutto tranne che un rapinatore violento... anzi, fa di tutto per mettere in salvo la vita di Monica. Poi abbiamo la relazione tra Raquel e Salva, che in realtà è il professore, che è la tipica storia proibita, in cui prima o poi Raquel scoprirà della doppia identità di Salva e si allontanerà. 
Per ultima, ma non per importanza, visto quanto forte potrebbe essere questo elemento alla base di tutta la storia, c'è il rapporto di amicizia tra il Professore e Berlino, che sembra essere stato il punto focale di tutto, anche se ancora gran parte delle spiegazioni devono essere date. 
Emblema dell'intera storia, oltre al colore rosso che viene inserito ovunque come dettaglio e alla maschera di Dalì che i rapinatori indossano c'è Bella Ciao, la canzone partigiana che i personaggi cantano in alcuni momenti e che per quel che mi riguarda ne è diventata appunto il simbolo. 
Questa serie è stata davvero una bella scoperta, che ha il pregio di non essere infinita (sebbene sia stata annunciata una terza stagione, ma che comunque inizierà su altre basi) e che è fatta davvero davvero bene. 




E con questo è tutto, voi avete visto questa prima parte? Cosa ne pensate? Io ne sono stata letteralmente stregata! 


Vostra, Cinzia.

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