mercoledì 2 maggio 2018

Telefilm, enjoy! #67: Peaky Blinders - Terza Stagione

Buon pomerggio e buon inizio maggio, signori. Sentite già il profumo del sole, del mare, dell'estate e del caldo soffocante? Io no, io sento l'ansia e la sessione incombente, spero per voi vada meglio di come va a me. XD 
Ma non perdiamoci in chiacchiere e andiamo a parlare della terza stagone di questa perla.
COME SEMPRE VI RICORDO CHE I MIEI COMMENTI NON SI RISPARMIANO NEGLI SPOILER, SE NON VOLETE ESSERE INFORMATI SULLA PROGRAMMAZIONE AMERICANA, O NON SIETE ANCORA IN PARI, VI SCONSIGLIO VIVAMENTE DI LEGGERE.
La terza stagione, com'è consuetudine di Peaky Blinders, si apre qualche anno dopo la fine della seconda: Grace ha avuto un bellissimo bambino, Charles, il marito si è suicidato dopo aver scoperto del suo tradimento e lei è adesso, a tutti gli effetti, un membro della famiglia, sebbene non molto ben accetta da Polly. La stagione si apre con il matrimonio tra Grace e Thomas e durante la festa nuziale scopriamo che Thomas è entrato in affari con i russi. Cosa di cui mi sono molto stupita e a cui ho reagito con un facepalm madornale. 
La situazione, però, per Thomas si complica: a causa di una serie di discussioni (assolutamente evitabili) con una famiglia di italiani, i Changretta, Grace viene uccisa per errore da una pallottola destinata a Thomas. Questa è la prima grande perdita di Peaky Blinders, avevamo assistito solo ai ritorni fino ad ora, mai alle morti. Così Thomas, che stava attraversando un periodo di rinascita, un periodo in cui stava davvero vagliando la possibilità di rendere la Shelby Company Limited totalmente legale, si ritrova gettato nuovamente un tunnel di oscurità e di dolore a cui reagisce buttandosi a capofitto negli affari e nella vendetta contro i Changretta. 
Quello della terza stagione è un Thomas che non siamo abituati a vedere, noi conosciamo il Thomas manipolatore, lucido, intelligente; quello che vediamo dal terzo episodio in poi è un Thomas arrabbiato, scontroso, diffidente nei confronti di tutti. Ha frequenti discussioni con Arthur, che ritroviamo sposato con una religiosissima donna, e John a causa del fatto che prima di qualunque cosa vengano gli affari, cosa che li rende più simili a dei soldati al soldo di Thomas che non suoi fratelli. 
L'affare con i russi, però, non va come sperato. C'è infatti una talpa che fa il doppio gioco, un prete che cerca di schiacciare Thomas e che a malincuore scopriamo aver abusato di Michael quando da bambino era stato tolto alla famiglia. Questa stagione segna un passaggio anche per lui, il legalissimo e giovanissimo Michael si macchia degli stessi pesi e delle stesse colpe del resto della sua famiglia. L'innocente ragazzo che non veniva coinvolto negli affari illeciti della famiglia, viene adesso coinvolto in tutto e per tutto, è lui stesso a chiedere di poter uccidere il prete per chiudere un cerchio che il prete aveva aperto quando lui era solo un bambino. L'intervento di Michael non è solo fine a se stesso, ma anche provvidenziale per recuperare Charlie, il figlio di Michael rapito dal prete per far sì che Thomas porti a termine la missione. 
Thomas si ritrova così ad affrontare il suo più grande taboo, quello di rientrare in una galleria dopo la guerra in Francia, Arthur e Michael avranno sulla coscienza delle vite innocenti, Michael ucciderà il prete e per farlo userà un coltello, quasi come se la macchia di quell'omicidio fosse tangibile e poi viene ripreso nella parte scura dell'inquadratura, mentre Charles è nella parte luminosa, quasi a voler rimarcare quanto ormai Michael sia diventato come gli altri e quanto Charlie sia ancora innocente e puro. 
E alla fine Thomas, sempre legato a quella sua fame di macchinazioni, li condanna tutti alla galera, per tenerli al sicuro, dice. Lasciandoci con un cliffhanger che si colmerà solo con la quarta stagione. 

Io mi sento ripetitiva a dire che amo questa serie tv, ma tant'è, la adoro. Guardatela, è imperativo.
A presto, 

vostra, Cinzia.

Nessun commento:

Posta un commento