venerdì 14 aprile 2017

Premessa

Credo che a volte si passino dei momenti nella vita in cui si senta il bisogno di reinventarsi, di riscoprirsi o semplicemente di plasmarsi nuovamente, seguendo magari percorsi che si erano lasciati indietro.
Io sono un’esperta nel campo dell’abbandono, inizio un miliardo di cose per poi non completarne nessuna. Effettivamente non so se dipenda dalla pigrizia, dalla mia incapacità nel fare progetti a lungo termine o dalla bassa autostima che covo, che spesso e volentieri mi porta a guardare le cose probabilmente con eccessivo occhio critico, pensando spesso di non essere in grado di portarle a termine. Così comincio, il più delle volte, un’altalenante e disastrosa attività che per ovvie ragioni non approda mai a nulla di buono e concreto. 
Mi ero fatta viva a Settembre, affermando di aver ripreso in mano gli impegni, ma a chi vogliamo darla a bere (sì, me e le mie innumerevoli personalità), mi sono nuovamente lasciata prendere dal vortice che mi aveva un po’ attirata a sé e quindi di nuovo ci sono stati mesi di latitanza estrema. 
Who cares?
Penseranno, probabilmente, molti di voi. E magari avete pure ragione.
Il punto è che non sono brava a gestire dodicimila cosa insieme e la verità è che che come fanwriter ho avuto un anno meravigliosamente produttivo, quindi non potendo tralasciare totalmente lo studio – si spera di arrivarci a questa benedetta laurea, un giorno – ho rinunciato a quello che era entrato da meno tempo nella mia vita: il blogging.
Adesso, non ci vuole un genio a comprendere che io non fossi propriamente una maestra nell’arte del ciarlare sul web, però quella cinquantina di follower, che si sono dimostrati gentilissimi nei miei confronti, mi hanno fatto ben pensare (o forse mal, non so) che comunque qualcosa non propriamente privo di interesse da dire l’avevo pure io. 
Ce l’ho ancora, in effetti. 
La verità è che ho guardavo serie tv, oppure scrivevo quella fanfiction in cui mi sono cimentata per riprendere dimestichezza con le trame lunghe e con la gestione di una storia che supera le canoniche diecimila parole. Quindi ho preferito buttare tempo sulla tastiera in quel periodo, allontanandomi da quel meraviglioso mondo che è blogger.
Sì, lo so, lo so. «Ma che caspiterina ce ne frega a noi?» penserete. 
Avete ragione. Avete sempre ragione. 
Però mi volevo scusare, perché comunque a me le dita prudevano per tornare a scrivere qua. 
Mi prudono ancora, magari proprio ora che scrivo questo post un po’ di meno, ma, perbacco, il concetto che voglio esprimere è quello. 
Magari mi piacerebbe ricominciare, con un po’ più di ordine, meno pressioni, che ne ho già un po’ nella vita vera, ma comunque con più disciplina, perché questo non vorrei fosse più un gioco, ma un bel sipario della mia vita. 
Ho avuto qualche idea. 
Idee per il futuro s’intende, signori. 
Roba grossa, quindi, mica noccioline al bar, (no, non è vero, sto scherzando, le idee grosse non si relizzano su blogger, o almeno è così che voglio pensarla per non restarci bruciata). 
Ragion per cui ho pensato di dar vita di nuovo a Parole Fidate, ma in modo diverso, più ordinato, più disciplinato, più professionale... O almeno spero.
Ho cambiato header e dunque colori di fondo: bianco e nero, con la la luna al centro. 
La luna sta lì per un miliardo di motivi: perché è entrata nel mio immaginario quando da bambina guardavo Sailor Moon; perché ne sono ossessionata adesso grazie a quella meravigliosa ossessione che è Teen Wolf e poi anche perché l’associazione del mio nome con la luna mi è sempre piaciuta.
Trovo particolarmente figo il poter dire “Cinzia deriva da Cynthia, epiteto di Artemide, dea greca della luna”. Perciò eccovi la luna, in uno sfondo bianco e nero perché mi piace, è elegante e semplice. 
Ed eccomi qui, voglio parlare sempre delle solite cose, con frequenza, ma con qualche approfondimento un più. 
E niente, ci si prova, magari arranco, ma almeno ci provo.
Alla prossima, signori.

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