domenica 8 maggio 2016

Recensione Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore - Susanna Casciani

Salve a tutti e ben trovati. È inutile scusarmi, I know, ma davvero sono periodi strani questi, periodi in cui sto riscoprendo pezzi che non trovavo da un po' e per farlo ho messo da parte un po' il resto.
Ma non vi tedio più di tanto, vado dritta al punto, vi parlo di un libro, che è una perla rara per quel che mi riguarda.


Titolo: Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore;
Autore: Susanna Casciani;
Editore: Mondadori;
Pagine: 180;
Prezzo: 15,00€;
Genere: Sentimentale, Romantico, Introspettivo;
_____________________

TRAMA

C'erano una volta un ragazzo e una ragazza.
C'erano una volta perché adesso non ci sono più.
Un sabato mattina di fine aprile lui si sorprese a piangere davanti a lei. Non riusciva a parlare. Avrebbe voluto confessarle che era finita, ma sapeva che poi lei avrebbe iniziato a singhiozzare, e non ne sopportava nemmeno l'idea.
Lei alzò lo sguardo dal suo libro come se avesse avvertito una forza nuova in casa, incontenibile, che l'avrebbe schiacciata contro il muro se non si fosse aggrappata a qualcosa, così si aggrappò al suo orgoglio, o a quello che ne rimaneva. Chiuse il libro, si alzò dal divano e si diresse verso di lui, si mise sulle punte e gli accarezzò la testa. Gli disse di stare tranquillo. Lui le faceva del male e lei lo consolava. Gli diede un bacio sulla guancia e uscì di casa senza voltarsi, per non essere costretta a dirgli addio.
Quando, quasi tre ore dopo, tornò a casa, lui non c'era più. Sfinita, si addormentò su quello che era stato il loro letto. Più tardi, si svegliò di soprassalto e mise a fuoco nel buio quella parte di letto, così vuota, e avvertì un macigno sul petto che non la faceva respirare. Si rese conto di non essere pronta a lasciarlo andare. Si alzò per cercare un quaderno, come se improvvisamente fosse una questione di vita o di morte. Ne trovò uno. Conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!!!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità. Conosceva le regole, ma le stavano strette, perché stavolta, in quella storia, ci aveva creduto talmente tanto da sentirsi quasi adatta a un futuro felice. Per questo, per la prima volta in ventisette anni, decise di iniziare a tenere un diario segreto, che poi, a voler essere davvero sinceri, altro non era che un modo per continuare a parlare con lui.
 
 
Dunque, da dove cominciare a parlarvi di questo romanzo? Forse è meglio cominciare dalle origini, da quando "Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore" era solo una pagina facebook, una tra le tante, eppure unica, in cui una ragazza, come a mille ne esistono, parlava di sé e delle proprie insicurezze, dei propri sogni e dei propri tormenti, parlava dell'amore in tutte le sue forme, sempre con una delicatezza e una dolcezza disarmanti.
Ho iniziato questo libro tempo fa, me lo sono regalata per Pasqua, dopo aver fatto la spesa sono andata in libreria e ho preso quello perché dopo anni di letture taciturne sulla sua pagina volevo leggerla su carta, ma ammetto di averlo finito solo l'altro ieri, un po' perché sono un'idiota, un po' perché faceva male e leggerlo d'un fiato sarebbe stato un colpo che non so ad oggi se sono pronta a reggere.
Il ripostiglio, così le piace definirlo, parla di Anna e Tommaso, ma soprattutto di Anna e della rottura con Tommaso. Pochi dialoghi, poca storia, tante scene, tanti sentimenti.
Anna che accetta Tommaso che va via, Anna che cade, Anna che si rialza, Anna che fa i conti con se stessa e la consapevolezza che ci si rialza anche dopo tutto il male che la vita ti può fare.
Le parole di Susanna non facevano male quando parlavano della fine di un amore, ma quando parlava dell'inadeguatezza di una ragazza che si sente troppo poco se messa a paragone con il resto del mondo, e allora dovevo smettere di leggere, perché il respiro cominciava a tremare e io di cadere non me lo posso proprio concedere, allora chiudevo e ritornavo a fare quel qualcosa che mi faceva andare per aria la testa, che mi faceva smettere di pensarci su per più tempo del previsto. 
Susanna Casciani non parla di emozioni, le sviscera in maniera dolce ma brutale e spesso fanno male, o forse hanno fatto male a me che sono un po' tutto quello che non si dovrebbe essere. 
Susanna Casciani ha toccato corde che non tutti sanno toccare, facendoci vedere forza e fragilità, codardia e paranoia, coraggio e follia e poi l'amor proprio di chi sceglie di mettersi al primo posto perché il proprio sorriso è più importante, e quindi decide di farsi male per saper star bene. 
Niente di quello che dirò mai saprà eguagliare quanto bene e male mi abbia fatto questo libro, quanto brava sia stata e sarà ancora questa ragazza, quanto le sue parole possano essere cura e ferita. 
Come scrissi sul suo account twitter, dopo aver comprato il libro: solo grazie per le parole che dici al posto nostro.
Ed è tutto, perché non sarò mai all'altezza di eguagliare quanto valga la pena avere questo libro, quindi magari fidatevi, o magari andate a leggerla su facebook per avere un'idea e poi magari datele una possibilità, perché è un perla rara, di quelle che meritano la luce.
___________________

Con questo è tutto davvero, non so cos'altro dirvi, più che un recensione sembra un modo per dirvi quanto di me ci sia dietro a questo spazio virtuale impolverato ed è triste, magari anche patetico, solitamente uso altri posti per sfogarmi su questo, davvero, all'inizio questo recensione doveva essere dedicata solo a lei e alla sua bravura, poi son saltata fuori io e me ne dispiaccio. Spero di tornare presto, ma non vi faccio promesse, perché spesso non rispetto i programmi, so solo che sto meglio e che scrivo, come da anni non facevo, e che mi diverto, come da anni non succedeva. Se mai riuscirò a non essere una pessima persona magari lo condividerò anche con voi, di certo me lo auguro.
Allora a presto, 

Come al solito:
vostra, Cinzia.

Nessun commento:

Posta un commento