sabato 16 gennaio 2016

Recensione Silver: La porta di Liv - Kerstin Gier

Salve a tutti e buon sabato, come procede il vostro fine settimana? Il mio si prospetta freddo e corredato da un mal tempo molesto che non dovrebbe rovinare il sabato sera di una giovane ventiquattrenne. Ma Gennaio è Gennaio e a niente valgono le mie lamentele in proposito, sono qui oggi, come potete intuire dal titolo del post (sono Capitan Ovvio, eh?), per parlarvi di un libro che, credetemi, per un momento ho pensato non finire mai... parlo del secondo volume della trilogia dei sogni, ma bando allo ciance, ecco a voi le informazioni.


Titolo: Silver: La porta di Liv (Silber #2);
Autore: Kerstin Gier;
Editore: Corbaccio; 
Pagine: 329;
Prezzo: 16,40;
Genere: Young Adult, Urban Fantasy;







Trama:



Una ragazza coraggiosa
Un amore difficile
Un sogno incredibilmente reale

Liv è sconvolta: Secrecy, la misteriosa autrice del blog più frequentato della scuola, conosce i suoi segreti più intimi e non si fa scrupolo di raccontarli a tutti. Come è possibile? E cosa le nasconde l’affascinante Grayson, che è diventato il suo “fratellastro” da quando la mamma di Liv è andata a vivere con il padre di lui, trascinando anche lei e la sorellina Mia in questa nuova avventura? Ma soprattutto, quale presenza oscura si aggira di notte negli infiniti corridoi del mondo dei sogni di Liv, un mondo che, incredibilmente, condivide con altre persone? E cosa significano gli improvvisi episodi di sonnambulismo di Mia?
Incubi, misteriose apparizioni e pericolose cacce notturne non favoriscono certo la tranquillità di Liv, che di giorno è alle prese con una famiglia allargata davvero complessa, grazie anche alla gemella di Grayson, la splendida e spocchiosissima Florence, e alla loro terribile nonna, che non fa mistero di non approvare Liv, Mia e la loro madre… per non parlare del cane e della bambinaia! Per fortuna che c’è Henry, il suo ragazzo non solo nei sogni, ma anche qui la situazione non è semplice. E per di più sembrano esserci in giro parecchie persone che hanno ancora dei conti in sospeso con la nostra eroina e non solo di notte…



Recensione:


Dunque, da dove iniziare questa recensione? 
Partiamo dal presupposto che nel primo volume erano state gettate le basi per una storia che, sebbene non fosse la migliore, poteva essere davvero carina. Durante la lettura del primo capitolo di questa trilogia avevo notato la lentezza della narrazione, ma c'è da ammettere che non è inusuale che nei primi volumi di una trilogia, o comunque di una saga, la narrazione non vada troppo spedita verso l'avventura e l'azione, soprattutto se si tratta di saghe fantastiche, perché l'autore ha bisogno di farci conoscere quel nuovo mondo che ha creato, quindi se una lentezza nel racconto l'avevo riscontrata nel primo volume, e non mi aveva infastidita, mi ha decisamente rallentata nella lettura di questo secondo volume, per non dire ch in alcuni momenti mi ha addirittura annoiata. 
In questo secondo volume abbiamo, per gran parte del tempo una calma piatta allucinante. Il lettore sta lì, in trepidante attesa per un colpo di scena, che effettivamente non arriva. 
Per gran parte del tempo abbiamo Liv e Mia che combinano dei guai, Liv e Henry che si incontrano nei loro corridoi e trascorrono del tempo insieme.
Come da prassi nel secondo volume di una trilogia in cui è presente una love store, la suddetta love store va in crisi... insomma, abbiamo, per più di metà libro, tutta una serie di informazioni che ci interessano relativamente poco. È divertente leggere dei loro battibecchi con Florence, o delle battute sulla Beocra, ma dove si trova il fantomatico pericolo che per pagine e pagine ci viene propinato nel personaggio di Senator Morte e che infine si risolve in un nulla di fatto?
Il mondo onirico in cui i nostri protagonisti si trovano ci viene presentato come un luogo fantastico, e di certo lo è, che però in quanto sconosciuto può essere pieno zeppo di pericoli e di individui che possono far loro del male, ma effettivamente di individui incontriamo solo il sopracitato Senator Morte e poi i soliti sognatori, meno Greyson che vuole evitare la propria porta e Jasper che è stato estromesso dalla narrazione per venire citato solo nel blog di Secrecy.
Per tutta la lettura aspettiamo che il cattivo si riveli, facendoci finalmente vedere che cosa può succedere in questo mondo dei sogni tanto frequentato, ma la realtà è che effettivamente non succede quasi nulla.
Qualcuno governa i sogni di Mia, facendola diventare sonnambula e minacciando la sua incolumità, ma in effetti non accade molto, quando si scopre chi è il cattivo e le motivazioni che lo spingono ad agire lo si scopre in poco tempo e le motivazioni sono, a mio parere, abbastanza futili. Il personaggio di Senator Morte, che prometteva molto bene, è stato liquidato in due righe, senza nemmeno un confronto decente.
Per gran parte della trama viene inoltre detto che Liv e Mia sono due amanti dei misteri, dell'investigazione, be' il tutto si risolve nello scoprire l'identità di Senator Morte, ma il modo in cui questo si scopre è merito di Henry, tra l'altro, non della protagonista. 
Di certo è stata delineata una ragazza perspicace, è lei che intuisce chi si nasconde dietro chi minaccia l'incolumità della sorella. Ma i pregi di questo secondo volume terminano qui, purtroppo.
Silver: La porta di Liv mi ha deluso, molto deluso. Mi aspettavo una storia più dinamica, più articolata, mentre si è rivelato come un sequel banale e lento.
Spero in una miglioria nella conclusione di questa saga, perché questo romanzo è stato proprio un enorme: NOPE. 

E allora compresi d'un tratto che lo aveva fatto apposta. Non aveva soltanto voluto offendermi, no, le sue parole avevano anche un altro scopo. Più mi disperavo, meno pericolosa divenatavo per lui. C'era quasi riuscito. Stavo sprecando le mie energie crogiolandomi nell'autocommiserazione mentre restavo appesa impotente al muro. Invece dipendeva soltanto da me.

Ed è un peccato, leggendo queste righe ho notato che di fondo il suo modo di scrivere mi piace, mi piace come rende le emozioni dei personaggi, mi piace quando li rende comici e poi, nei momenti del genere, totalmente disperati.
Sarebbe stato un bellissimo romanzo, con un concept del genere, ma purtroppo in qualcosa ha toppato.




Eccoci alla fine di questa tanto sofferta recensione, hoimpiegato la bellezza di quindici giorni per terminare questo romanzo, cosa abbastanza strana. La mancanza di tempo ha giocato un brutto scherzo, ma la lentezza della narrazione non è stata da meno, due pagine e dormivo. 
Chi di voi lo ha già letto? E cosa ne avete pensato?
A più tardi, o a domani, con il resoconto della settimana telefilmica,

vostra, Cinzia.

2 commenti:

  1. Ciao! Ti ho scoperto grazie al link party. Mi piace molto il tuo blog, sei molto brava.
    Se ti va passa da me: http://lavetrinadeidesideri.blogspot.it

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    1. Ehi, ciao Valy, è un piacere sapere che hai trovato il mio blog interessante. Sono già passata dal tuo blog e sono anche diventata follower, ma sfortunataente non ho avuto il tempo di commentare in tutti i blog di cui sono diventata follower. La sessione invernale è tragica. Spero di farmi sentire al più presto :)

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