domenica 12 luglio 2015

Recensione Il Torto del Soldato - Erri De Luca

Salve a tutti miei cari amici, rieccomi; dopo la rubrica Telefilm, torno da voi con la recensione di questo libricino che ho comprato per caso senza nemmeno leggere la sinossi. Ero al centro commerciale e mi servivano spiccioli per prendere un carrello, allora sono entrata in libreria e ho preso il primo libricino a poco prezzo che mi ispirava dal titolo XD, ecco dunque nella mia libreria Il Torto del Soldato. 



Titolo: Il Torto del Soldato;
Autore: Erri De Luca;
Editore: Feltrinelli, Collana Universale Economica;
Prezzo: 6.50€;
Pagine: 88;
Genere: Narrativa;







Trama:
Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire. Lui è convinto di avere per unico torto la sconfitta. Lei non vuole sapere i capi d’accusa perché il torto di suo padre non è per lei riducibile a circostanza, momento della storia. Insieme vanno a un appuntamento prescritto dalla kabbalà ebraica, che fa coincidere la parola fine con la parola vendetta. Pretesto sono le pagine impugnate da uno sconosciuto in una locanda.

Recensione:
Il Torto del Soldato è un romanzo strano, per quel che mi riguarda. Narra della guerra vista dagli occhi della storia, da due punti di vista differenti, quelli di uno studioso di yiddish,  la lingua ebraica, e quelli della figlia di un criminale di guerra che non ha mai voluto conoscere i retroscena della vita suo padre, perché aveva paura di trovarne delle giustificazioni.
Durante la prima parte leggiamo il racconto di questo studioso di yiddish, il quale si è impuntato sullo studio di una lingua che in un certo periodo della storia si è cercato di estirpare assieme al suo popolo, e lui afferma, con la determinazione di un figlio della storia indignato, che "finché verrà parlata da qualcuno quella lingua non sarà una lingua morta".
Riferendosi a Birkenau:

Era un dei posti del 1900 in cui l'irreparabile era stato commesso. Nessuna giustizia successiva, nessuna sconfitta dei responsabili poteva pareggiare la dannazione consumata. Esiste un margine del crimine oltre il quale la giustizia è meno di carta igienica.

Tramite le sue parole si conoscono, sebbene a grandi linee, alcune vicende degli ebrei e di come, nel bel mezzo della guerra, si preferisse salvare poeti, perché tramite le parole potevano narrare quello che restava di quel popolo e di quella lingua.
Il nostro studioso e traduttore di lingua yiddish arrivato ad un certo punto si trova in una locanda e qui trova un uomo e una donna, padre e figlia, il nostro soldato in torto, ed è qui che il nostro POV cambia.
Ci ritroviamo in una storia diversa, raccontata da occhi diversi, dagli occhi di una ragazza che di punto in bianco ad una certa ora ha scoperto di avere un padre, che aveva sempre chiamato nonno, e che questi era un criminale di guerra e lì volle fermarsi. Non voleva dettagli, nomi reali e una lista di vittime a cui fare affidamento, aveva paura di giustificarlo se avesse saputo nel dettaglio di quali crimini si era macchiato suo padre.
Di contro, suo padre non ha mai ammesso di aver peccato: il torto del soldato è la sconfitta. Dice sicuro, non dice di aver solo eseguito gli ordini, lui credeva in quello che faceva, e credeva nell'istituzione per cui la faceva, finché ossessionato non comincia una ricerca nella kabbalà, associando lettere e numeri, cercando una verità assoluta che spiegasse il fallimento del nazismo. Ed è convinto di averlo trovato ad un certo punto.

Mio padre conobbe il mistero di una lettera ebraica che messa davanti a un verbo al futuro, lo trasforma in tempo passato. Pare che tale dote non esista in nessun'altra grammatica al mondo. L'ebraico antico tratta il tempo come il ferro da calza col gomitolo di lana. La sua lettera vav ne uncina un capo e lo riporta indietro.

Questo piccolo romanzo breve, narra da occhi diversi una delle tragedie più imponenti e importanti del ventesimo secolo, con lo stile di un autore che spezza le frasi a metà come per permettere loro di farle aggrappare meglio. 
Consiglio vivamente la lettura di un romanzo come questo, è breve e non vi  impegnerà più di tanto, ma ne varrà la pena. 
A presto, 
Vostra Cinzia.

2 commenti:

  1. Con questa recensione mi hai convinta a inserire il romanzo nella wishlist! Deve essere molto interessante, nonostante la brevità :)

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    1. Sono felice che ti abbia invogliata a leggerlo, è una piccola perla secondo me, molto interessante :)

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