lunedì 18 maggio 2015

Legend and mistery tales #1: La principessa Anastasia

Buongiorno a tutti e ben trovati, sono tornata dopo un lunghissimo periodo di stallo per restaurare questo posticino e per darmi quantomeno delle regole sulla frequenza con la quale scrivere su questo blog.
Ho deciso di ripartire quest’avventura con un nuovo argomento: Misteri e Leggende.
Chi come me è un curioso cronico passa il tempo a ricercare su internet e sui libri, storie, cose e situazioni che, nella maggior parte delle ipotesi, non utilizzerà mai.



Oggi sono qui per parlarvi di un periodo storico e di un personaggio, in particolar modo, sepolto tra la storia e la leggenda. Di chi parlo? Della principessa Anastasija Nikolaevna Romanova, o più comunemente nota come la principessa Anastasia, figlia minore dello Zar Nicola II, ultimo zar di Russia.
Di certo tutti ricorderete il cartone animato che narra la favola di questa principessa perduta che, dopo varie peripezie, riesce a ricongiungersi con la nonna e si innamora perdutamente del suo salvatore.
La sua reale storia per molti è favola, per altri sono invece solo semplici speculazioni di qualcuno con una fervida immaginazione, ma in molti si sono soffermati a pensare alla sua storia, di certo drammatica, di una ragazzina vittima degli eventi. Ma partiamo dal principio: ci troviamo nei primi anni del '900, la principessa Anastasia è l'ultima figlia femmina dello zar, dopo di lei c'è il fratello Aleksej, ultimo erede al trono di Russia. Anastasia nasce a Peterhof nel 1901; il padre —nonostante desiderasse un figlio maschio, erede al trono— sceglie di festeggiare la nascita della zarina concedendo l'amnistia a tutti gli studenti incarcerati per aver partecipato ai moti di protesta di San Pietroburgo e Mosca. Da sempre descritta come molto vivace e rassomigliante al padre, una governante ne parla come una delle bambine più carismatiche mai viste. Si narra che fosse l'unica a far sorridere le riservate sorelle maggiori. Nonostante l'allegria e la vivacità, tuttavia, la zarina era cagionevole di salute.
Come le tre sorelle maggiori, Anastasia venne educata in maniera sobria e tranquilla, condivideva la stanza con la sorella Maria, con cui formava la piccola coppia. Ricevette, a partire dall'età di otto anni, un'educazione in casa, studiando francese, tedesco, inglese, storia, geografia, grammatica e aritmetica. Visse la prima guerra mondiale in prima persona; con lo scoppio del conflitto, infatti, una stanza del palazzo venne adibito a ospedale e, se la madre e le due sorelle maggiori si apprestavano come infermiere per la cura dei feriti, Anastasia e la sorella Maria si impegnavano per alleviare il dolore e le sofferenze patite dai feriti, scrivendo, sotto dettatura, delle lettere per loro o leggendo ai feriti.
Con lo scoppio poi della rivoluzione russa, nel 1917, ha inizio la leggenda. Il 25 Marzo del 1917, Nicola II decide di abdicare in favore del governo provvisorio e si ricongiunge con la famiglia a Carskoe Selo. Tutti i membri della famiglia reale verranno trattati come prigionieri politici, dopo la salita al potere di Lenin, infatti,  i prigionieri condivisero la prigionia con le guardie rosse, le quali furono colpevoli di numerose angherie nei confronti della famiglia imperiale e del suo seguito. Nella notte tra il 16 e il 17 Luglio del 1918 a causa di un inganno l'intera famiglia reale viene uccisa da un commando dell'esercito, poi i corpi, fatti a pezzi e bruciati, vengono seppelliti in un bosco vicino. Qui partono le disquisizioni sulla sorte di tutti i membri della famiglia Romanov.
Per lungo tempo i corpi dei due figli minori dello zar non sono stati scovati, questo ha fatto supporre ai vari storici che la zarina Anastasia e l'erede al trono di Russia, Alessio, potessero essere sfuggiti alla triste sorte toccata al resto della famiglia.
Tale tesi, soprattutto per quanto riguarda Anastasia, è stata avvalorata dalla continua comparsa di sedicenti pretendenti al titolo di gran duchessa. La più famosa e anche la più accreditata è stata Anna Anderson. Comparsa nel 1920 in un ospedale psichiatrico di Berlino, non riuscì a rivelare la sua identità nei primi tempi, finché non rivelò, a gran sorpresa, di essere la principessa Anastasia, cosa che sostenne fino alla sua morte. Anna Anderson poteva vantare una notevole somiglianza con la zarina Anastasia, nonché la comunanza di alcuni difetti fisici. La donna cominciò una serie di battaglie legali, volte a riottenere il ruolo che affermava le competesse, sebbene non le fu mai riconosciuto il titolo gran duchessa Anastasia. Quando Anna Anderson comparve a Berlino, la principessa Irene, moglie del Kaiser di Germania, zia di Anastasia, andò a trovare la presunta nipote, affermando, in seguito, che la donna non poteva, nella maniera più assoluta, essere la nipote Anastasia. La donna, molto malata, morì poi di polmonite nel 1984. A questo punto vi è una strana considerazione da fare.
Un medico conservò un pezzo di intestino della Anderson, materiale con cui poi si effettuerà il test del DNA che confuterà la tesi della Anderson, ma sorge spontaneo domandarsi: perché un medico conservò un tessuto di Anna Anderson? Il test, poi, venne effettuato comparando il DNA con Filippo di Edimburgo, marito della regina Elisabetta e imparentato con i Romanov; ma perché effettuare il test con lui è non con parenti più prossimi?
Anna Anderson però non fu l'unica a dichiarare di essere la minore delle figlie di Nicola II. Un'altra donna che ottenne credito, seppur in misura minore rispetto alla Anderson, fu Eugenia Smith, che però non convinse gli antropologi e i grafologi che confrontarono le sue caratteristiche con quelle della zarina.

Nel 1991, con il ritrovamento dei corpi della famiglia imperiale la tesi della sopravvivenza dei due fratelli: Anastasia e Alessio, tornò in auge, in molti credettero, effettivamente, che i due potessero essere sfuggiti all'esecuzione. Tuttavia, nel 2007, vennero rinvenuti due corpi, che in base ai test medici e agli esami del DNA, vennero ricondotti ai due figli minori dello zar (il corpo femminile, sebbene inizialmente fosse considerato quello di Anastasia, venne associato, poi, più probabilmente a quello della sorella Maria), escludendo, quindi, qualsiasi possibilità circa la sopravvivenza di qualche membro della famiglia imperiale.
Resta il mistero e il fascino di una leggenda simile, la vicenda un po' malinconica e un po' da favola di due eredi al trono (sebbene per legge lo fosse solo Alessio) che forse, per i favori del destino potessero essere sfuggiti alla morte, nascosti chissà dove, a vivere, si spera, una vita dignitosa.
Nonostante il risultato dei test clinici vi è chi, ancora legato a tali leggende, crede che i due corpi ritrovati (nda. che come abbia già detto potrebbe essere quello della zarina Maria e non Anastasia), potrebbero essere due corpi simili per proporzioni ma non i loro, essendo stato particolarmente difficoltoso il riconoscimento.

Be', quale che sia la verità, la storia di Anastasia resta ancora oggi in bilico tra la leggenda e ciò che è realmente accaduto, ufficialmente la famiglia imperiale è stata uccisa la notte tra il 16 e il 17 Luglio del 1918, ma chi può dire che gli storici abbiano ragione, che i corpi siano effettivamente quelli dei figli dello zar?
Alcuni ancora credono a questa versione e, ammettiamolo, la possibilità che la giovane zarina possa essere rimasta in vita e sfuggita alle barbare esecuzioni stuzzica ampiamente la nostra fantasia.

A presto, 
vostra Cinzia.

2 commenti:

  1. Che bella questa rubrica, io ne ho una simile che tratta miti leggende.
    Il personaggio di Anastasia mi ha sempre suscitato tanto interesse sarà perchè ne sono state dette di cotte e di crude su di lei, ha fatto anche un cartone della Disney che ho apprezzato anche se non rispecchia la realtà totale.
    L'alone di mistero che la circonda rende ancora più interessante la sua persona

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    1. Ciao Susy, mi fa piacere che la rubrica ti piaccia, la storia di Anastasia ha sempre affascinato anche me, ed è bello pensare che una ragazzina come Anastasi possa essere sfuggita al massacro della famiglia. :)

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