lunedì 5 gennaio 2015

Recensione Il Cavaliere d'Inverno - Paullina Simons

Buongiorno, e scusate per la prolungata assenza, ma il Natale mi ha tenuto ben lontana dal mondo cibernetico, dunque scusate il ritardo e buon Natale, felice anno nuovo e trascorrete una felice festa dell'Epifania. Ma bando alle ciance, tra un cenone e un pranzo, un ballo e un regalo, mi sono ritrovata a leggere questo libro che tra blog amici e post su facebook mi sono ritrovata sotto gli occhi molte volte, e indecisa tra "Inferno" di Dan Brown e Madame Bovary, ho optato per il Cavaliere d'Inverno, divorandone la lettura in poco più di ventiquattr'ore.



Titolo: Il Cavaliere d'Inverno;
Autore: Paullina Simons;
Editore: Rizzoli, Biblioteca Universale;
Prezzo: 8,50 €;
Pagine: 700;
Genere: Romance, Storico;








Trama:


Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma sorpattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.



Recensione:


Il Cavaliere d'Inverno è un romanzo quasi unico nella sua specie, primo di una trilogia che affronta la storia dei due protagonisti: Tatiana e Alexander, narra la storia del loro amore quasi impossibile, osteggiato dagli eventi, dalla guerra e dalle difficoltà.
Il Cavaliere d'inverno è una storia da brividi, da lacrime, da fiato trattenuto e sospiri di   disapprovazione. 
È la storia di Tatiana, giovane e ingenua ragazza  immersa nella Russia del comunismo, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, con l'attacco di Hitler alle porte  non immagina l'incubo che vivrà, la desolazione, il dolore, la morte... sprovveduta e ingenua, accarezza l'idea della guerra quasi con febbrile eccitazione, immaginandola come qualcosa di lontano, che in nessun modo possa intaccare la sua personale quotidianità. Poi arriva Alexander, ufficiale dell'Armata Rossa, fidanzato della sorella Dasha. Tatiana con lui stringe un legame, gli parla, gli si affeziona, ma non può cedere al nuovo sentimento che prova per non tradire la sorella, perché la famiglia è tutto; ma Alexander, la scruta, l'aiuta, la segue e se ne innamora, perdutamente.
Perde la testa per la giovane e ingenua Tatiana, per i suoi occhi chiari, i capelli biondi, l'abito bianco con le rose rosse e la sua perenne ingenuità, quasi fosse una bambina. E Tatiana bambina lo è, ha diciassette anni e l'amore non sa nemmeno cosa sia, ne sente parlare alla sorella, ma non ne comprende la portata, è piccola, non sa come funziona il mondo, è a tratti superficiale inizialmente, nel suo non comprendere la portata della guerra, ma poi cresce, con dolore e sofferenza, entra nell'ottica della guerra e della privazione, lavora finché le dicono di farlo, ma continua a credere nel sogno del compagno Stalin e del suo progetto di Comunismo, crede nell'esercito e nello Stato Russo, crede davvero che la minaccia nazista non sia poi così grave, finché presa dallo sconforto perché non ha più informazione del suo gemello, mandato fuori da Leningrado per la sua sicurezza, non decide di arruolarsi, per cercarlo e riportarlo sano e salvo alla famiglia. Tania sta via solo due giorni, ma tanto basta per comprendere le atrocità della guerra, che ancora troppo lontane dalla sua città, non le erano chiare; allora Alexander parte, la trova, la salva, la riporta indietro e le strappa la promessa di restare sempre al sicuro, promessa che non sempre lei manterrà, perché terribilmente ostinata, testarda, incosciente.

Soldato, lascia che ti accarezzi il viso e baci le tue labbra, lasciami urlare attraverso i mari e sussurrare attraverso i prati ghiacciati della Russia quello che sento per te... Luga, Ladoga, Leningrado, Lazarevo... Alexander, un tempo ora mi hai portata, e ora io porto te. Nella mia eternità, ora io porto te.
Attraverso la Finlandia, attraverso la Svezia, fino in America con le mani tese, mi ergerò e mi farò avanti, destriero nero che galoppa senza cavaliere nella notte. Il tuo cuore, il tuo fucile, mi conforteranno, saranno la mia culla, la mia tomba.
Lazarevo stilla il tuo essere nel mio cuore, goccia d'alba al chiaro di luna, goccia del fiume Kama. Quando mi cerchi, cercami là, perché là sarò tutti i giorni della mia vita.

Tatiana e Alexander si perderanno e si ritroveranno in un immenso circolo, una ruota che gira e rigira, all'infinito, finché non arriva la fine, col fiato sospeso.
Questo romanzo è un romanzo di amore epico, malattia e cura, di sangue che scorre, morte e distruzione, degno dei grandi poemi o dei più recenti classici.
Tatiana cresce, cambia, matura, ma l'amore per Alexander resta immutato, non ha intenzione di lasciarlo, di arrendersi, di fuggire da quel sentimento che potrebbe portarla alla morte, perché tutto va bene, anche la morte, se affrontata con lui.
Di contro, Alexander si lascia travolgere da lei, da quell'animo nobile, da quel fiore che sboccia e troppo presto si trova sciupato dalla storia che incombe e che rovina, cerca di proteggerla da qualsiasi cosa, solo non riesce a proteggerla da se stesso, la mette in pericolo raccontandole ogni dettaglio del suo misterioso passato, pur di tenerla accanto a a sé. La ama, la adora, cerca di difenderla dal male che gira attorno a loro, dai drammi che la guerra porta con sé, dalla fame, dalla miseria, troppo spesso non ci riesce, ma non per colpa sua, è solo la storia, quasi impossibile da fermare.

Questo romanzo è uno di quelli da leggere a notte fonda, di getto, senza fermarsi, per non perdere nessuna sfumatura di loro e del loro struggente amore, pieni di parentesi che alimentano la quiete prima della tempesta. Va digerito, amato, bisogna immergervisi senza tanti pensieri e lasciarsi trasportare a Leningrado, a Lazarevo... bisogna andare sui tetti con Tatiana e al fronte con Shura. Dovete sentirvelo dentro il loro amore, perché lascia un segno nell'anima, un vuoto appena terminato, qualcosa che, dopo ogni buon libro, vi lascia la malinconia, perché ne volete di più, perché non vi spiegate come possano avervi fatto emozionare tanto, perché vi siete affezionati, perché vi trovate in Russia con loro, di fronte alla statua di Saturno o a prendere le razioni con Tania. Sarete con loro se leggerete il romanzo nel modo giusto, e se alla fine di tutti ti trovi con i tuoi personaggi a viverne gioie e dolori allora il romanzo ha fatto il suo dovere egregiamente.

Spero di avervi instillato la fiamma della curiosità, perché vale la pena leggere questo libro, senza ombra di dubbio. 
A presto, 

vostra, Cinzia.

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