venerdì 5 settembre 2014

Recensione "Divergent" di Veronica Roth

TBuongiorno a tutti e ben trovati, che dire, ero partita ben disposta ad aggiornare con costanza questo mio piccolo angolo di mondo, quando ecco giungere gli impegni quotidiani che mi hanno impedito di avere la forza mentale per aprire il blog e buttare giù quattro righe. 
Tuttavia ho avuto il tempo di immergermi in Divergent, ed ecco quindi qualche riga riguardo al primo volume della trilogia.


Titolo: Divergent;
Autore: Veronica Roth;
Editore: De Agostini, Collana Le Gemme;
Prezzo: 14.90 € (cartaceo) 8.99 € (ebook);
Pagine: 480;
Genere: Distopico, Fantascienza, Young Adult;



TRAMA
Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza.

 

Dunque, partiamo dal presupposto che Divergent è una saga young adult distopica, ambientata in un non molto lontano futuro, in cui la società è divisa in cinque fazioni (Eruditi, Abneganti, Intrepidi, Pacifici, Candidi), ognuna delle quali ha come perno della propria condotta una qualità ben definita. Ogni individuo fa parte di una fazione e al momento in cui raggiunge l'età adulta ha il compito di scegliere da sé a quale fazione appartenere, se restare quindi nella fazione di appartenenza — quella in cui si trova la sua famiglia — oppure sceglierne una più consona alle proprie capacità o inclinazioni. A tal fine ogni sedicenne viene sottoposto ad un test attitudinale che rivelerà le sue inclinazioni.
Divergent parte proprio da questo punto: il test attitudinale. Beatris, poi rinominata Tris, scopre attraverso il suo test attitudinale di essere una divergente, una persona cioè che ha più inclinazioni rispetto al resto dei normali individui, già dalle prime pagine del libro si evince come questa sua particolarità potrebbe essere pericolosa per la sua incolumità. Sceglie, in seguito ad una lunga indecisione, di entrare a far parte degli Intrepidi, così comincia il suo addestramento, durante il quale riesce a fare amicizia con altri trasfazione, cioè coloro che hanno scelto di spostarsi dalla sua fazione di origine. 
Gli eventi si complicano quando una delle fazioni - quella dalla quale la nostra Tris proviene, gli Abneganti - viene duramente attaccata da parte degli Eruditi. Tris si trova quindi a combattere per farsi accettare dagli Intrepidi, onde evitare di divenire un'Esclusa, fa di tutto per mantenere un basso profilo e nascondere così la sua divergenza e cerca di difendere la sua famiglia e la sua ex fazione dalle accuse rivolte loro dagli Eruditi.
Durante lo svolgimento di tali vicende si sviluppa, piano piano, la storia d'amore tra i protagonisti, Tris e il suo istruttore, chiamato Quattro
Questo sviluppo abbastanza lento mi ha riempito il cuore di gioia, vista l'usanza che va di moda negli ultimi tempi di far innamorare i protagonisti dopo sole ventiquattro ore dal loro incontro, nel loro caso, almeno, passano un paio di settimane, è già qualcosa. 
Altra cosa che mi ha stupita piacevolmente è il senso di inadeguatezza della protagonista e l'analisi che lei cerca di fare della propria personalità.
Tris ha paura, è nervosa, prende una decisione e la mette in discussione, si domanda se ha sbagliato, se sì, in che misura, si chiede se e come andrà avanti la sua vita adesso che ha deciso di allontanarsi dalla sua famiglia e dal sicuro nido in cui si trovava.
Altra cosa che mi ha veramente fatto piacere è che la nostra protagonista non è l'unica fra tante, lei non è una divergente perché "scelta dal destino per una causa superiore, la prescelta di chissà cosa e chissà perché". No, lei è semplicemente una tra i tanti, anche se si scoprirà solo in seguito che i divergenti non sono poi così rari.

Credo negli atti di coraggio ordinario, nel coraggio che sping una persona a ergersi in difesa di un'altra.

Ovviamente, essendo la nostra eroina, sarà lei a risolvere tutto il trambusto finale, grazie ad un'escamotage niente male, devo ammetterlo, la situazione sarà momentaneamente sistemata, badate bene, momentaneamente. Il suo essere un'eroina però lo paga a caro prezzo (non sto qui a dirvi come e perché, rischierei lo spoiler), talmente alto da farla piombare in uno stato di paura verso se stessa al momento in cui l'adrenalina dell'avventura svanisce, anche se questa sua sfaccettatura si noterà nel secondo volume della trilogia.
Che dire, a me l'intreccio è piaciuto largamente, anche la caratterizzazione dei personaggi non è niente male, oltre a Tris troviamo Quattro (bene amato anche lui), di cui si scopriranno vari fantasmi nel corso della storia, ragazzo taciturno, schivo, ma a tutto c'è una spiegazione; poi Christina, Will e Al: i trasfazione con cui Tris fa amicizia appena giunta alla base degli Intrepidi, c'è chi di loro ha paura e fa gesti estremi; Peter, antagonista della situazione dai tratti crudeli. 

Ovviamente al termine del primo volume non si avranno risposte, quelle arriveranno solo alla fine del terzo, allora il puzzle sarà completo, però devo dire che l'inizio non è niente male, davvero consigliato. 
Spero di non avervi annoiato.

Vostra, Cinzia.

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